Éric Djabiev
Una presa di controllo totale del Paese
Arrivato al potere nel 2013, Xi Jinping guida uno Stato che, nel giro di trent’anni, è diventato la seconda potenza economica mondiale.
I successi economici della Cina popolare risalgono al 1978, quando Deng Xiaoping impose il suo programma di riforme economiche e di apertura al mondo esterno, la politica della «Porta aperta». Durante l’era maoista, l’economia cinese era crollata nel quadro di una pianificazione di tipo stalinista ed estremamente autoritaria. Deng è il padre fondatore della nuova potenza economica cinese. Sotto la sua guida, in trent’anni, la Cina è uscita dal sottosviluppo, sostenuta da una crescita del 10% durante questo periodo. Il modello di crescita si basa, dal 1980, sulle ZES, in numero di cinque. Una ZES si trova sulla fascia costiera perché orientata verso l’esportazione, che è diventata il vero motore dell’economia cinese. Quella di Shenzhen è la più importante. La ZES possiede uno status giuridico derogatorio simile a quello di una zona franca, funzionando sulla base delle regole del libero mercato. Ha lo scopo di attirare gli investitori stranieri e di realizzare joint venture con imprese estere. In cambio del costo molto basso della manodopera, i trasferimenti tecnologici sono obbligatori. Questi ultimi sono essenziali per la crescita della Cina verso produzioni a maggiore valore aggiunto e verso un livello tecnologico più avanzato. È ciò che viene definito «retroingegneria».
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