"Magnifica humanitas": le cose nuove del presente, le scelte per il futuro

Corradino Mineo L’intelligenza artificiale non è che una delle “cose nuove” del presente. Come nel 1891 le “Rerum Novarum”, di cui scrisse Leone XIII. Al centro di Magnifica Humanitas Prevost mette, in realtà, “la Dottrina Sociale della Chiesa”, che considera “un corpo vivo di verità”. Il Papa non individua alcun conflitto tra l’enciclica del papa omonimo, che condannò lo sfruttamento dei bambini in fabbrica ma soprattutto difese la proprietà privata dal conflitto capitale-lavoro, e Fratelli tutti, in cui Francesco declassa invece la proprietà a “diritto naturale secondario”, e Laudato sii’, dove sostiene che la terra l’abbiamo ricevuta in prestito non dai genitori ma “dai figli”. Continuità ci sarebbe stata anche tra Pio XI, che fece leggere nelle chiese tedesche “Mit Brennender Sorge”, condanna dell’idolatria della Razza, del Popolo, dello Stato e preparava in punto di morte un’enciclica contro il nazismo, e il suo successore Pacelli che da Papa non pronunciò il nome di Hitler nemmeno davanti all’evidenza dei campi di sterminio, mentre scomunicò nel 1949 comunisti e sindacalisti italiani rei, di voler requisire “le terre incolte e mal coltivate”. ...

11 luglio 2026 · 5 minuti · Corradino Mineo
Il monastero di Santa Caterina del Sinai, incastonato nel cuore delle montagne granitiche del sud del Sinai, ai piedi del monte Oreb, un luogo di grande importanza spirituale nelle tradizioni ebraica, cristiana e musulmana.

Il monastero di Santa Caterina del Sinai: un patrimonio universale minacciato

Chloé Maurel Dalla sua iscrizione nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 2002, il monastero di Santa Caterina del Sinai, fondato tra il 548 e il 565 sotto il regno dell’imperatore bizantino Giustiniano I, è considerato un simbolo universale del dialogo tra le civiltà e della coesistenza tra ebraismo, cristianesimo e islam. Tuttavia, negli ultimi anni, il sito si trova al centro di una grave crisi che contrappone due logiche contraddittorie: quella della preservazione di un luogo sacro millenario e quella del suo sfruttamento economico e turistico da parte dello Stato egiziano. I recenti progetti immobiliari, le tensioni giuridiche relative alla proprietà del monastero e la recente chiusura del sito rivelano la crescente fragilità di un monumento il cui equilibrio storico è ormai gravemente minacciato. ...

1 luglio 2026 · 7 minuti · Chloé Maurel

Leone XIV, un anno dopo

Roberto Bertoni Ciò che sfugge a Donald Trump è che con uno come Leone XIV alzare i decibel, fino a lasciarsi andare a dichiarazioni da TSO, serve a poco. Questo mite agostiniano, infatti, a differenza di Francesco, non è un tipo da trincea o da prima linea, non compie gesti eclatanti, non possiede, forse, la stessa profezia del predecessore e non rilascia, almeno per ora, interviste a “Che tempo che fa”; fatto sta che le poche volte che parla, lo fa in modo netto e circostanziato, raccogliendo consensi unanimi in ogni angolo del mondo. E così, se Francesco è stato un papa che abbiamo amato quasi alla follia, se non altro per il suo coraggio, la sua determinazione e il suo essere portatore del messaggio universale del Vangelo, Leone ne è la versione moderata ma non per questo meno efficace. ...

6 maggio 2026 · 6 minuti · Roberto Bertoni

Papa Leone, un nuovo Francesco?

Giuseppe Sacco Nella storia della Chiesa cattolica, ad oggi si sono succeduti 266 Pontefici. Di questi, 217 – quattro su cinque – sono nati nell’odierna Repubblica Italiana. In particolare, tutti i Papi nei 455 anni compresi tra il pontificato di Adriano VI (1522–1523), originario dei Paesi Bassi, e quello del polacco Giovanni Paolo II (1978–2005), erano italiani. Ma come si spiega questa straordinaria predominanza nell’istituzione più universale della storia dell’umanità? ...

6 maggio 2026 · 9 minuti · Giuseppe Sacco

Il lascito di Francesco che é morto combattendo

Contrariamente alle speranze di quelli che spargevano voci sulle sue possibili dimissioni, Papa Francesco è morto combattendo. Come ci si poteva aspettare da un uomo come lui che, fermo nelle sue convinzioni in difesa del bene comune, della giustizia e degli ultimi della Terra, non aveva paura di nulla e di nessuno. E’ infatti difficile non vedere il suo ultimo bagno di folla – una sortita pubblica che i medici gli avevano sconsigliata – come un gesto volontario. Un gesto compiuto nella piena consapevolezza di essere in punto di morte; e compiuto per offrire un dono estremo al popolo dei fedeli e un lascito all’umanità tutta intera. A quegli “altri” cui, come ha detto il Dalai Lama, egli si è completamente dedicato in tutta la sua vita. E cui ha lasciato – nell’ultimo discorso loro rivolto, che non ha però avuto la forza fisica di leggere personalmente – l’insegnamento a perseguire sempre, nel loro impegno politico-sociale, “la libertà di pensiero e di espressione”. ...

13 aprile 2026 · 5 minuti · Giuseppe Sacco