Georgia On My Mind (III): La situazione oggi

Maurizio Donini La situazione odierna: occupazione perenne, borderisation e il presidio EUMM All’indomani dell’accordo di cessate il fuoco mediato dall’allora presidente francese Nicolas Sarkozy per conto dell’UE, la Russia ritirò le proprie truppe d’invasione dalle aree incontestate della Georgia, ma procedette al riconoscimento unilaterale dell’indipendenza di Abkhazia e Ossezia del Sud (26 agosto 2008). Mosca trasformò le precedenti forze di interposizione in basi militari permanenti dell’esercito russo (la 4ª e la 7ª Base Militare), schierando migliaia di effettivi e unità della guardia di frontiera del Servizio Federale di Sicurezza (FSB) lungo le Linee di confine amministrativo (ABL). Per questo motivo, la legislazione di Tbilisi (Law on Occupied Territories del 2008) e il diritto internazionale qualificano inequivocabilmente entrambe le regioni come territori georgiani temporaneamente occupati dalla Federazione Russa. ...

17 settembre 2026 · 5 minuti · Maurizio Donini
Abkhazia e Ossezia del Sud

Georgia On My Mind (II): Il casus belli di Abkhazia e Ossezia del Sud

Maurizio Donini Il casus belli di Abkhazia e Ossezia del Sud Nel marasma della dissoluzione dell’Unione Sovietica e della nascita della Repubblica di Georgia, lo status delle regioni autonome ereditate dall’ordinamento sovietico degenerò rapidamente: l’Oblast’ Autonoma dell’Ossezia del Sud e la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma (RSSA) di Abkhazia si sollevarono in sanguinose guerre separatiste per staccarsi da Tbilisi, mentre l’altra repubblica autonoma, l’Agiaria, si trasformò in un feudo locale de facto sottratto all’autorità centrale fino alla pacifica reintegrazione del 2004. In virtù del principio dell’uti possidetis iuris, tuttavia, sia l’Abkhazia sia l’Ossezia del Sud costituivano parte integrante e inalienabile del territorio sovrano della Georgia. ...

15 settembre 2026 · 6 minuti · Maurizio Donini

Georgia on My Mind (I): Dall'indipendenza alla guerra del 2008

Maurizio Donini Alla vigilia del crollo dell’Unione Sovietica, la Georgia era ancora una Repubblica Socialista Sovietica (RSS) formalmente federata all’URSS, ma sempre più insofferente verso il controllo centrale di Mosca. La frattura definitiva deflagrò con il trauma del 9 aprile 1989, quando a Tbilisi le truppe speciali dell’esercito sovietico repressero nel sangue una manifestazione pacifica pro-indipendenza (21 morti, tra cui molte donne, uccise a colpi di badili da trincea e intossicate da gas asfissianti). L’eccidio recise ogni legame psicologico con Mosca, accelerò la spinta nazionalista e aprì la strada al referendum e alla dichiarazione di piena indipendenza del 9 aprile 1991. ...

12 settembre 2026 · 9 minuti · Maurizio Donini

Il Nagorno-Karabakh, l'isola che non c'è

Maurizio Donini La disgregazione dell’Unione Sovietica causò tutta una serie di pulsioni autonomiste e indipendentiste che hanno portato alla nascita di nuovi Stati, spesso a seguito di guerre sanguinose. Ci sono poi quelle entità che vengono definite “conflitti congelati”, ovvero contenziosi con scontri armati che restano irrisolti e periodicamente tornano a galla. Per quasi trent’anni, il Nagorno-Karabakh è stato l’archetipo di questo limbo. Quando me ne occupai nel 2020, la guerra si era riaccesa violentemente: la deflagrazione avvenuta tra settembre e ottobre di quell’anno si concluse con un bilancio drammatico di circa 5.000 morti e 30.000 sfollati. In quel momento, l’Europa si mostrò colpevolmente assente, paralizzata dall’emergenza Covid e dimentica del resto del mondo, mentre gli Stati Uniti apparivano intrappolati nella morsa dell’isolazionismo della presidenza Trump e distratti dalle elezioni interne. Il vuoto occidentale fu prontamente riempito da Vladimir Putin, che impose un piano di pace firmato a Mosca e presidiato dal dispiegamento di 2.000 soldati russi. Allora, l’opinione comune era che difficilmente il Cremlino avrebbe richiamato quelle truppe nei propri confini allo scadere dei cinque anni pattuiti. ...

11 luglio 2026 · 7 minuti · Maurizio Donini