
I paradossi della presidenza irlandese dell'Unione europea
Philippe Ward La diagnosi della perdita di velocità dell’Europa è stata formulata ormai da diversi anni, ma all’inizio dell’estate 2026 l’agenda burocratica di Bruxelles si sovrappone all’urgenza geopolitica. Assumendo la presidenza del Consiglio dell’UE, l’Irlanda eredita un programma particolarmente impegnativo: oltre 400 eventi ufficiali sono previsti sull’Emerald Isle per coordinare molteplici negoziati, che spaziano dal bilancio pluriennale alle relazioni commerciali con Pechino. Se la presidenza richiede il ruolo di un intermediario imparziale, capace di mettere da parte le proprie ambizioni nazionali per costruire compromessi tra i 27 Stati membri, questo semestre europeo agisce inevitabilmente come un riflettore puntato sui paradossi strutturali della Repubblica d’Irlanda. Paese che vanta uno dei PIL pro capite più elevati del blocco, ma che soffre di una nota carenza di investimenti pubblici, l’Irlanda affronta questo mandato in un momento in cui il proprio modello economico è esso stesso messo in discussione. ...